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	<title>Commenti a: Sostieni/Subscribe</title>
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	<description>G8Genova 2001 non è finita! dieci, nessun@, trecentomila</description>
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		<title>Di: Martina</title>
		<link>https://www.10x100.it/?page_id=310#comment-1464</link>
		<dc:creator><![CDATA[Martina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 22:09:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039;inconcepibile digerire quella che da Amnesty International è stata definita la più grande violazione dei diritti umani,naturalmente dopo i fatti del secondo conflitto mondiale. Col G8 di Genova abbiamo avuto un&#039;ulteriore  ed evidente smentita del fatto che il nostro sia un Paese &quot;civilizzato&quot; e &quot;democratico&quot;... Repressione,violenza,miraggio al totalitarismo hanno ostacolato,impedito e punito chi aveva il diritto e il &quot;dovere&quot; di manifestare il proprio dissenso. Loschi individui,abusando del potere conferitogli dalla divisa e da qualche eccessivo tiro di coca,hanno costituito una minaccia ed un oltraggio alla libertà  e alla dignità della persona. Il tempo della giustizia si avvicina e nel caso in cui quì,nel mondo terreno non ci sarà giustizia,non mi preoccuperò più di tanto perchè so che lassù c&#039;è qualcuno di veramente importante,un pezzo grosso con cui tali malfattori dovranno fare i conti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;inconcepibile digerire quella che da Amnesty International è stata definita la più grande violazione dei diritti umani,naturalmente dopo i fatti del secondo conflitto mondiale. Col G8 di Genova abbiamo avuto un&#8217;ulteriore  ed evidente smentita del fatto che il nostro sia un Paese &#8220;civilizzato&#8221; e &#8220;democratico&#8221;&#8230; Repressione,violenza,miraggio al totalitarismo hanno ostacolato,impedito e punito chi aveva il diritto e il &#8220;dovere&#8221; di manifestare il proprio dissenso. Loschi individui,abusando del potere conferitogli dalla divisa e da qualche eccessivo tiro di coca,hanno costituito una minaccia ed un oltraggio alla libertà  e alla dignità della persona. Il tempo della giustizia si avvicina e nel caso in cui quì,nel mondo terreno non ci sarà giustizia,non mi preoccuperò più di tanto perchè so che lassù c&#8217;è qualcuno di veramente importante,un pezzo grosso con cui tali malfattori dovranno fare i conti.</p>
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		<title>Di: Crotti Sirio</title>
		<link>https://www.10x100.it/?page_id=310#comment-1243</link>
		<dc:creator><![CDATA[Crotti Sirio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jul 2012 09:19:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carlo e&#039; vivo e lotta insieme a noi. . . E speriamo che anche quelli rimasti vivi rientrino nei pensieri e nelle lotte. anzi forse sarebbe bene fare quello che da troppo, troppi non fanno. Lottare per chi e&#039; vivo, rinchiuso in un buco di solitudine ed oblio da 11 anni.
Ieri piangevano prima di essere portati via. piangevano da soli con un pugno di amici rimasti cari.
Tutto quello che e&#039; rimasto del movimento.
In galera dovremmo essere in piu&#039; di 300.000. Invece ieri eravamo ai concerti, sulle spiagge, a berci la meritata refrigerante birretta, a scopare come e&#039; giusto, in montagna, al lago, in cerca di aria da respirare, in cerca di sogni da realizzare e di possibilita&#039; da cogliere. Loro non lo faranno per almeno 10 anni.
E loro 10, 3 in particolare, pagano per i sogni di tutti, per le speranze di tutti, per quel sol dell&#039;avvenire che vedranno da dietro le sbarre tutte le mattine, se saranno fortunati. Di solidarieta&#039;, a parte i manifestini fatti con collage di fotografie e magari ripescati negli archivi di un passato dimenticato, non cen&#039;e&#039; stata.
Le uniche parole che albeggiano da tempo sulle bocche di troppi sono gli slogan per un compagno che e&#039; stato ucciso piu&#039; brutalmente quando trasformato in un icona dai KOMPAGNI. per il loro beneficio.
Gli intellettuali della &quot;rivoluzione&quot; fanno analisi ponderano e si permettono di giudicare fatti , avvenimenti e un periodo storico che, la maggiorparte, non ha nemmeno vissuto ne visto, con supponenza e tranquilla arroganza dalle comode poltrone di micropotere che si tengono strette sotto il culo nei centri sociali o nei luoghi chiamati di &quot;contropotere&quot;.
Si corre a centinaia di chilometri perche&#039; non si riescono a trovare le corrette parole chiave intorno a cui stringersi per costruire la resistenza sul territorio. Per altro unico modo reale per dar sostegno alle lotte che insorgono in ogni dove. . .
Ma di tutto cio&#039; non e&#039; mio il compito di pontificare. La mia e&#039; solo rabbia e sconforto. Rabbia non tanto verso i &quot;nostri&quot; nemici, non la meritano e non serve per combatterli, ma verso tutti quelli che hanno scelto la strada piu&#039; facile o piu&#039; funzionale. Verso tutti quelli che si riempiono le bocche di parole ma che ieri non c&#039;erano, che ieri non hanno riempito di indignazione le piazze d&#039;Italia e che domani no ci saranno, vicino hai compagni sequestrati dallo stato, prigonieri di guerra, di una guerra che non e&#039; nemmeno piu&#039; di classe, si combate ormai, per aver diritto ad esistere come individui con una dignita&#039; e come collettivita&#039;, comunita&#039;.
Sconforto di fronte a troppi ACAB che riempiono i muri inutilmente, e che non sono un messaggio di orgoglio e rivincita. Sconforto quando, nonostante centinaia d&#039;anni di ribellione sociale, proletaria e sottoproletaria, di lotte di classe, di vittorie pagate care, di emancipazione, il simbolo che si vede sui muri e con cui si copre la faccia la gente e&#039; tratto da un film che ha fatto migliardi di incassi nei botteghini ed e&#039; stato girato da chi sta dall&#039;altra parte rispetto ai miei obbiettivi politici. V Per Vendetta . . .
Quello che son riusciti a distruggere, ovunque, e&#039; la solidarieta&#039; di classe. E&#039; il mutuo soccorso. E&#039; il sostegno reciproco. Saremo in grado di recuperarli? Di recuperarci?
Vedremo al di la del mio sproloquio chi davvero sara&#039; solidale e fara&#039; giungere la voce al di la delle sbarre e lottera&#039; perche&#039; se ne escano dalle galere, gli scomodi che lo stato ha deciso di murare vivi.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carlo e&#8217; vivo e lotta insieme a noi. . . E speriamo che anche quelli rimasti vivi rientrino nei pensieri e nelle lotte. anzi forse sarebbe bene fare quello che da troppo, troppi non fanno. Lottare per chi e&#8217; vivo, rinchiuso in un buco di solitudine ed oblio da 11 anni.<br />
Ieri piangevano prima di essere portati via. piangevano da soli con un pugno di amici rimasti cari.<br />
Tutto quello che e&#8217; rimasto del movimento.<br />
In galera dovremmo essere in piu&#8217; di 300.000. Invece ieri eravamo ai concerti, sulle spiagge, a berci la meritata refrigerante birretta, a scopare come e&#8217; giusto, in montagna, al lago, in cerca di aria da respirare, in cerca di sogni da realizzare e di possibilita&#8217; da cogliere. Loro non lo faranno per almeno 10 anni.<br />
E loro 10, 3 in particolare, pagano per i sogni di tutti, per le speranze di tutti, per quel sol dell&#8217;avvenire che vedranno da dietro le sbarre tutte le mattine, se saranno fortunati. Di solidarieta&#8217;, a parte i manifestini fatti con collage di fotografie e magari ripescati negli archivi di un passato dimenticato, non cen&#8217;e&#8217; stata.<br />
Le uniche parole che albeggiano da tempo sulle bocche di troppi sono gli slogan per un compagno che e&#8217; stato ucciso piu&#8217; brutalmente quando trasformato in un icona dai KOMPAGNI. per il loro beneficio.<br />
Gli intellettuali della &#8220;rivoluzione&#8221; fanno analisi ponderano e si permettono di giudicare fatti , avvenimenti e un periodo storico che, la maggiorparte, non ha nemmeno vissuto ne visto, con supponenza e tranquilla arroganza dalle comode poltrone di micropotere che si tengono strette sotto il culo nei centri sociali o nei luoghi chiamati di &#8220;contropotere&#8221;.<br />
Si corre a centinaia di chilometri perche&#8217; non si riescono a trovare le corrette parole chiave intorno a cui stringersi per costruire la resistenza sul territorio. Per altro unico modo reale per dar sostegno alle lotte che insorgono in ogni dove. . .<br />
Ma di tutto cio&#8217; non e&#8217; mio il compito di pontificare. La mia e&#8217; solo rabbia e sconforto. Rabbia non tanto verso i &#8220;nostri&#8221; nemici, non la meritano e non serve per combatterli, ma verso tutti quelli che hanno scelto la strada piu&#8217; facile o piu&#8217; funzionale. Verso tutti quelli che si riempiono le bocche di parole ma che ieri non c&#8217;erano, che ieri non hanno riempito di indignazione le piazze d&#8217;Italia e che domani no ci saranno, vicino hai compagni sequestrati dallo stato, prigonieri di guerra, di una guerra che non e&#8217; nemmeno piu&#8217; di classe, si combate ormai, per aver diritto ad esistere come individui con una dignita&#8217; e come collettivita&#8217;, comunita&#8217;.<br />
Sconforto di fronte a troppi ACAB che riempiono i muri inutilmente, e che non sono un messaggio di orgoglio e rivincita. Sconforto quando, nonostante centinaia d&#8217;anni di ribellione sociale, proletaria e sottoproletaria, di lotte di classe, di vittorie pagate care, di emancipazione, il simbolo che si vede sui muri e con cui si copre la faccia la gente e&#8217; tratto da un film che ha fatto migliardi di incassi nei botteghini ed e&#8217; stato girato da chi sta dall&#8217;altra parte rispetto ai miei obbiettivi politici. V Per Vendetta . . .<br />
Quello che son riusciti a distruggere, ovunque, e&#8217; la solidarieta&#8217; di classe. E&#8217; il mutuo soccorso. E&#8217; il sostegno reciproco. Saremo in grado di recuperarli? Di recuperarci?<br />
Vedremo al di la del mio sproloquio chi davvero sara&#8217; solidale e fara&#8217; giungere la voce al di la delle sbarre e lottera&#8217; perche&#8217; se ne escano dalle galere, gli scomodi che lo stato ha deciso di murare vivi.</p>
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		<title>Di: enk aka PZ de I PORCI</title>
		<link>https://www.10x100.it/?page_id=310#comment-1126</link>
		<dc:creator><![CDATA[enk aka PZ de I PORCI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2012 00:07:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.10x100.it/?page_id=310#comment-1126</guid>
		<description><![CDATA[I PORCI : Genova fucking bloody vergogna
Questa canzone l’ho scritta in varie fasi dal 15 luglio 2001 al 2003

Dedicato a chi c’era, a chi c’era da prima e a chi solo dopo si è dato uno scopo.

Anni tumultuosi, si è arrivati a quei giorni dopo anni di movimento, certo seattle può essere stata una sorta di scintilla globale, ma il movimento italiano già c’era, c’è sempre stato, ma in quegli anni è riuscito ad uscire allo scoperto.
Mi sembrava di dover dare un allarme, ci sembrava che si fosse arrivati ad un punto storico epocale, e avevamo ragione, chi si ricorda gli ultimi anni del secolo non può non affermare che il mondo è irrimediabilmente cambiato e che avevamo fottutamente ragione. C’è stata la guerra globale al terrorismo, l’azzeramento dei diritti e la rincorsa verso quella che oggi viviamo con il nome di crisi. Io già c’ero da prima, molti arrivarono in quei giorni altri capirono la lezione e da quel momento ci furono per sempre.

A chi aveva settanta anni e a chi ne aveva venti e gli sembravano tanti, come corrono gli anni,
e rimangono impuniti, come correvamo quei giorni, determinati e impauriti
faccia a faccia con migliaia di potenziali assassini.

Avevo quasi 23 anni, un pischello. E già avevo avuto molto esperienze di abuso poliziesco, dalle panchine al parchetto, dal “tagliate i capelli zecca”, mitra puntato “scendete dalla macchina mani in alto” “aò ma mica semo armati” “ io di roma non mi fido…”, pistola puntata a un metro “aò ma che voi ammazzà?”, guardie e fascisti che ti caricano insieme a braccietto etc etc.
Quindi già a 20 anni un idea precisa sui vari corpi di polizia me l’ero fatta: “non ci credo a stò lavoro per la disoccupazione,a lavorare con la pistola ci vuole la vocazione”.
Sapevo di andare allo scontro, sapevo che sarebbe stato duro, sapevo che non era una questione di coraggio, ma di determinazione e controllo della paura. Andavamo contro migliaia di persone armate ed erano arrivati i sacchi neri per i cadaveri.

A chi si addormentò con un presagio cattivo, a chi si è sentito per la prima volta vivo
A chi ha assaggiato i sadismo dello stato a chi è stato picchiato insultato e torturato
A chi pensava non sarebbe mai successo e a chi la usata come un utile pretesto
Tanto il mondo non cambia e rimane lo stesso, prendono i diritti e li buttano nel cesso.

Arrivo al carlini la mattina del venerdì verso le 6, mi salvo dalla pioggia della notte e dall’ allagamento.
Quando arrivo dormono tutti o quasi, montiamo la tenda, finalmente ci siamo, sono mesi che aspettiamo questo giorno, i pensieri si invorticano nella mia mente che cerca di addormentarsi ma c’è un pensiero reale e spaventoso che non mi lascia, è la prima volta che lo sento così veritiero “Domani potrei morire”. Al risveglio il carlini era tutto un fermento.
Il corteo arriva in via tolemaide, colonne di fumo nero si alzano da vari punti della città “inizia lo show” infatti da li a poco i carabinieri occupano la via e gasano tutto il corteo, si prova a resistere il corteo arretra , ci si riprova ma niente. Nella mia mente questo tira e molla era un copione già scritto, magari anticipato sui tempi, ma già scritto, faceva parte dello show, si sapeva che in un punto o in un altro della città il corteo del carlini avrebbe cozzato contro le guardie. Poi però la situazione cambia quando dal camion dicono una cosa tipo: “ognuno si prenda le sue responsabilità” è come se degli spettatori di uno spettacolo teatrale si alzassero e occupassero il palco mandando in scena la realtà. Il sipario è crollato, le luci spente, il palco è crollato, non c’è più pantomima, non c’è più il copione ognuno è padrone di se stesso e delle sue azioni, della sua esistenza. E’ la realtà, ed è fatta di sangue e dolore, di rivalsa e determinazione, di violenza fascista e odio, di solidarietà e riscossa, di parole vuote e poesia.

Polizia e omertà democratica infamità, Genova violata, sangue nella strada
Sangue nelle scuole e nelle caserme gente inerme torturata dai boia della legge.

Qualcuno invece il copione lo aveva scritto, il titolo era “ IMPUNITA’ ” e gli attori di questo copione potevano dare sfogo ai peggio impulsi umani ,anche con l’aiuto di droghe, chi ne ha avuto a che fare sa che ne un film, ne un documentario possono ridare al cuore quelle emozioni di panico e ingiustizia che abbiamo provato. Sangue ovunque, teste rotte, gambe braccia costole, torture, umiliazioni.
Eccolo qui lo stato, finalmente lo si può vedere nella sua vera veste, ha tolto il doppio petto e ha preso pistola e manganello, per alcune menti è stato così forte che non sono riuscite neanche a crederci anche avendolo sotto gli occhi.
“Rompetegli il culo a ‘ste zecche de merda” l’ordine deve essere stato suppergiù questo, quindi gli sbirri hanno eseguito gli ordini.
“eseguivamo solo degli ordini” era la difesa dei nazisti a Norimberga.

A chi ha tirato sassi e innalzato barricate, a quei volti nascosti dietro maschere e bandane
Che respiravano il veleno ma liberavano le strade un occhio verso il cielo, uno verso il mare.
A quelli che insieme cacciavano la celere a chi non scappava mai di fronte alle cariche
A chi dava soccorso, a chi dava conforto a chi per troppo dolore avevo già visto troppo.

Quello che so è che se molti manifestanti non fossero stati consci di quello stava accadendo, quei giorni sarebbero potuti essere peggio di quello che sono stati. Il sabato sul lungomare poteva essere una carneficina, la consapevolezza e la solidarietà dei manifestanti ha evitato una strage. Lacrimogeni sparati sulla folla dal tetto dei palazzi,dal mare e dal cordone ad altezza uomo, un bombardamento contro cui solo il vento potè fare qualcosa.
Ero solo avevo perso tutti. Stavo davanti, aspetto la carica e quando arriva riesco solo a scappare verso il mare, ad un certo punto mi trovo in linea con il cordone e un solerte spara lacrimogeni comincia a usarmi per giocare al tiro a segno, scavalco vari scogli e mi ricompatto al corteo, aspettando la seconda carica. Quando arriva ci troviamo, ammassati, stritolati,il cs è ovunque,il panico è generale. Io mi tolgo la maglia la imbevo di limone e cerco di non svenire, mi trovo schiacciato contro una signora di settant’anni con attacchi di panico, cerco di fargli spazio, gli metto la maglietta imbevuta di limone sulla faccia, intanto la ressa mi fa male, sono a petto nudo e il cs comincia a bruciarmi la pelle i conati che ti bloccano la gola,i polmoni,gli occhi lo stomaco, quel sapore acre e tossico che ti infiamma gola e narici, la ressa comincia diradarsi la signora riesce ad avere spazio mi da un occhiata affettuosa e se ne va. Rimango nelle prime file a cercare di rallentare l’avanzata delle guardie siamo tanti, il corteo indietreggia, indietreggia , indietreggerà per sempre.
C’è un ricordo insorgente che mi fa ancora sorridere, sono i carabinieri che scappano scomposti a gambe levate da via tolemaide il venerdì, ma il sorriso si spegne quando penso che poco dopo quella contro-carica hanno sparato a carlo.

E adesso dopo 2 (11) anni pare che il mondo sia cambiato
Stò delirio onnipotente un nuovo ordine frustrato
Il regime si infittisce e non si smentisce
Va per la sua strada e non ci stranisce
Che fratelli e sorelle pagheranno sta pazzia
Poche taste salteranno dalle poltrone della polizia
E’ un assurda follia parlare di legge e di diritto in questa democrazia.

Tornare al carlini il venerdì, stanco, confuso e poi la notizia “c’è stato il morto” e il segno della pistola.
Eccola la realtà servita (forse) da un giovane carabiniere calabrese. Le notizie si rincorrono, ognuno cerca amici e compagni.
Poi l’assemblea e le lacrime e io pensavo: “ Ma che facciamo tutti chiusi qua dentro, usciamo” immaginavo un corteo notturno,
immaginavo una determinazione mai vista, immaginavo una battaglia campale, immaginavo di entrare dentro la zona rossa, immaginavo di occupare la città, ma avevo vent’anni.
Il mondo poi è cambiato alla velocità di un boeing 747. Sono cominciate le guerre. È cominciata la caccia ai terroristi. È cominciato lo scontro fra culture. E poi sono cominciati i processi, stupidi processi, dove la polizia si copriva di omertà mafiosa e i manifestanti inquisiti vedevano pian piano il movimento disgregarsi nella dicotomia buoni e cattivi. Compagni un cazzo.
Ora i processi finiscono in farsa, 5 teste salteranno per cinque miseri anni, e la giustizia si sente appagata.
10 persone rischiano 100 anni.

Dicono che il problema sia di ordine politico
A me pare morale ed etico che:
una vetrina sfasciata
una banca bruciata
una galera assaltata
la merce espropriata
una barricata
una boccia lanciata
e una camionetta incendiata
niente sono in confronto
ad una vita spezzata
e ad un&#039;altra vita sognata.

Si parlò tanto di violenza, se ne parla ancora a sproposito, ma tanto non se ne esce, finchè la proprietà privata e il capitale saranno concepiti come il sistema che và salvaguardato con le armi, la polizia e gli eserciti, il sangue varrà sempre meno della merce.
Genova non è più finita, nella mia vita è stato un punto di passaggio, dopo c’è stato attivismo, militanza, denunce e ancora cortei, lacrimogeni, manganellate e altri morti: Davide, Renato, Federico, Stefano, Giuseppe, Gabriele, Aldo , Marcello, Abba, Nicola e gli altri che non ricordo e gli altri di cui non sappiamo niente. Polizia e fascisti ancora a braccetto come li vidi più di 10 anni fa e i morti siamo noi.

Genova non si dimentica, non è stata le prima volta e non sarà neanche l’ultima.

Enk aka PZ de I PORCI]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I PORCI : Genova fucking bloody vergogna<br />
Questa canzone l’ho scritta in varie fasi dal 15 luglio 2001 al 2003</p>
<p>Dedicato a chi c’era, a chi c’era da prima e a chi solo dopo si è dato uno scopo.</p>
<p>Anni tumultuosi, si è arrivati a quei giorni dopo anni di movimento, certo seattle può essere stata una sorta di scintilla globale, ma il movimento italiano già c’era, c’è sempre stato, ma in quegli anni è riuscito ad uscire allo scoperto.<br />
Mi sembrava di dover dare un allarme, ci sembrava che si fosse arrivati ad un punto storico epocale, e avevamo ragione, chi si ricorda gli ultimi anni del secolo non può non affermare che il mondo è irrimediabilmente cambiato e che avevamo fottutamente ragione. C’è stata la guerra globale al terrorismo, l’azzeramento dei diritti e la rincorsa verso quella che oggi viviamo con il nome di crisi. Io già c’ero da prima, molti arrivarono in quei giorni altri capirono la lezione e da quel momento ci furono per sempre.</p>
<p>A chi aveva settanta anni e a chi ne aveva venti e gli sembravano tanti, come corrono gli anni,<br />
e rimangono impuniti, come correvamo quei giorni, determinati e impauriti<br />
faccia a faccia con migliaia di potenziali assassini.</p>
<p>Avevo quasi 23 anni, un pischello. E già avevo avuto molto esperienze di abuso poliziesco, dalle panchine al parchetto, dal “tagliate i capelli zecca”, mitra puntato “scendete dalla macchina mani in alto” “aò ma mica semo armati” “ io di roma non mi fido…”, pistola puntata a un metro “aò ma che voi ammazzà?”, guardie e fascisti che ti caricano insieme a braccietto etc etc.<br />
Quindi già a 20 anni un idea precisa sui vari corpi di polizia me l’ero fatta: “non ci credo a stò lavoro per la disoccupazione,a lavorare con la pistola ci vuole la vocazione”.<br />
Sapevo di andare allo scontro, sapevo che sarebbe stato duro, sapevo che non era una questione di coraggio, ma di determinazione e controllo della paura. Andavamo contro migliaia di persone armate ed erano arrivati i sacchi neri per i cadaveri.</p>
<p>A chi si addormentò con un presagio cattivo, a chi si è sentito per la prima volta vivo<br />
A chi ha assaggiato i sadismo dello stato a chi è stato picchiato insultato e torturato<br />
A chi pensava non sarebbe mai successo e a chi la usata come un utile pretesto<br />
Tanto il mondo non cambia e rimane lo stesso, prendono i diritti e li buttano nel cesso.</p>
<p>Arrivo al carlini la mattina del venerdì verso le 6, mi salvo dalla pioggia della notte e dall’ allagamento.<br />
Quando arrivo dormono tutti o quasi, montiamo la tenda, finalmente ci siamo, sono mesi che aspettiamo questo giorno, i pensieri si invorticano nella mia mente che cerca di addormentarsi ma c’è un pensiero reale e spaventoso che non mi lascia, è la prima volta che lo sento così veritiero “Domani potrei morire”. Al risveglio il carlini era tutto un fermento.<br />
Il corteo arriva in via tolemaide, colonne di fumo nero si alzano da vari punti della città “inizia lo show” infatti da li a poco i carabinieri occupano la via e gasano tutto il corteo, si prova a resistere il corteo arretra , ci si riprova ma niente. Nella mia mente questo tira e molla era un copione già scritto, magari anticipato sui tempi, ma già scritto, faceva parte dello show, si sapeva che in un punto o in un altro della città il corteo del carlini avrebbe cozzato contro le guardie. Poi però la situazione cambia quando dal camion dicono una cosa tipo: “ognuno si prenda le sue responsabilità” è come se degli spettatori di uno spettacolo teatrale si alzassero e occupassero il palco mandando in scena la realtà. Il sipario è crollato, le luci spente, il palco è crollato, non c’è più pantomima, non c’è più il copione ognuno è padrone di se stesso e delle sue azioni, della sua esistenza. E’ la realtà, ed è fatta di sangue e dolore, di rivalsa e determinazione, di violenza fascista e odio, di solidarietà e riscossa, di parole vuote e poesia.</p>
<p>Polizia e omertà democratica infamità, Genova violata, sangue nella strada<br />
Sangue nelle scuole e nelle caserme gente inerme torturata dai boia della legge.</p>
<p>Qualcuno invece il copione lo aveva scritto, il titolo era “ IMPUNITA’ ” e gli attori di questo copione potevano dare sfogo ai peggio impulsi umani ,anche con l’aiuto di droghe, chi ne ha avuto a che fare sa che ne un film, ne un documentario possono ridare al cuore quelle emozioni di panico e ingiustizia che abbiamo provato. Sangue ovunque, teste rotte, gambe braccia costole, torture, umiliazioni.<br />
Eccolo qui lo stato, finalmente lo si può vedere nella sua vera veste, ha tolto il doppio petto e ha preso pistola e manganello, per alcune menti è stato così forte che non sono riuscite neanche a crederci anche avendolo sotto gli occhi.<br />
“Rompetegli il culo a ‘ste zecche de merda” l’ordine deve essere stato suppergiù questo, quindi gli sbirri hanno eseguito gli ordini.<br />
“eseguivamo solo degli ordini” era la difesa dei nazisti a Norimberga.</p>
<p>A chi ha tirato sassi e innalzato barricate, a quei volti nascosti dietro maschere e bandane<br />
Che respiravano il veleno ma liberavano le strade un occhio verso il cielo, uno verso il mare.<br />
A quelli che insieme cacciavano la celere a chi non scappava mai di fronte alle cariche<br />
A chi dava soccorso, a chi dava conforto a chi per troppo dolore avevo già visto troppo.</p>
<p>Quello che so è che se molti manifestanti non fossero stati consci di quello stava accadendo, quei giorni sarebbero potuti essere peggio di quello che sono stati. Il sabato sul lungomare poteva essere una carneficina, la consapevolezza e la solidarietà dei manifestanti ha evitato una strage. Lacrimogeni sparati sulla folla dal tetto dei palazzi,dal mare e dal cordone ad altezza uomo, un bombardamento contro cui solo il vento potè fare qualcosa.<br />
Ero solo avevo perso tutti. Stavo davanti, aspetto la carica e quando arriva riesco solo a scappare verso il mare, ad un certo punto mi trovo in linea con il cordone e un solerte spara lacrimogeni comincia a usarmi per giocare al tiro a segno, scavalco vari scogli e mi ricompatto al corteo, aspettando la seconda carica. Quando arriva ci troviamo, ammassati, stritolati,il cs è ovunque,il panico è generale. Io mi tolgo la maglia la imbevo di limone e cerco di non svenire, mi trovo schiacciato contro una signora di settant’anni con attacchi di panico, cerco di fargli spazio, gli metto la maglietta imbevuta di limone sulla faccia, intanto la ressa mi fa male, sono a petto nudo e il cs comincia a bruciarmi la pelle i conati che ti bloccano la gola,i polmoni,gli occhi lo stomaco, quel sapore acre e tossico che ti infiamma gola e narici, la ressa comincia diradarsi la signora riesce ad avere spazio mi da un occhiata affettuosa e se ne va. Rimango nelle prime file a cercare di rallentare l’avanzata delle guardie siamo tanti, il corteo indietreggia, indietreggia , indietreggerà per sempre.<br />
C’è un ricordo insorgente che mi fa ancora sorridere, sono i carabinieri che scappano scomposti a gambe levate da via tolemaide il venerdì, ma il sorriso si spegne quando penso che poco dopo quella contro-carica hanno sparato a carlo.</p>
<p>E adesso dopo 2 (11) anni pare che il mondo sia cambiato<br />
Stò delirio onnipotente un nuovo ordine frustrato<br />
Il regime si infittisce e non si smentisce<br />
Va per la sua strada e non ci stranisce<br />
Che fratelli e sorelle pagheranno sta pazzia<br />
Poche taste salteranno dalle poltrone della polizia<br />
E’ un assurda follia parlare di legge e di diritto in questa democrazia.</p>
<p>Tornare al carlini il venerdì, stanco, confuso e poi la notizia “c’è stato il morto” e il segno della pistola.<br />
Eccola la realtà servita (forse) da un giovane carabiniere calabrese. Le notizie si rincorrono, ognuno cerca amici e compagni.<br />
Poi l’assemblea e le lacrime e io pensavo: “ Ma che facciamo tutti chiusi qua dentro, usciamo” immaginavo un corteo notturno,<br />
immaginavo una determinazione mai vista, immaginavo una battaglia campale, immaginavo di entrare dentro la zona rossa, immaginavo di occupare la città, ma avevo vent’anni.<br />
Il mondo poi è cambiato alla velocità di un boeing 747. Sono cominciate le guerre. È cominciata la caccia ai terroristi. È cominciato lo scontro fra culture. E poi sono cominciati i processi, stupidi processi, dove la polizia si copriva di omertà mafiosa e i manifestanti inquisiti vedevano pian piano il movimento disgregarsi nella dicotomia buoni e cattivi. Compagni un cazzo.<br />
Ora i processi finiscono in farsa, 5 teste salteranno per cinque miseri anni, e la giustizia si sente appagata.<br />
10 persone rischiano 100 anni.</p>
<p>Dicono che il problema sia di ordine politico<br />
A me pare morale ed etico che:<br />
una vetrina sfasciata<br />
una banca bruciata<br />
una galera assaltata<br />
la merce espropriata<br />
una barricata<br />
una boccia lanciata<br />
e una camionetta incendiata<br />
niente sono in confronto<br />
ad una vita spezzata<br />
e ad un&#8217;altra vita sognata.</p>
<p>Si parlò tanto di violenza, se ne parla ancora a sproposito, ma tanto non se ne esce, finchè la proprietà privata e il capitale saranno concepiti come il sistema che và salvaguardato con le armi, la polizia e gli eserciti, il sangue varrà sempre meno della merce.<br />
Genova non è più finita, nella mia vita è stato un punto di passaggio, dopo c’è stato attivismo, militanza, denunce e ancora cortei, lacrimogeni, manganellate e altri morti: Davide, Renato, Federico, Stefano, Giuseppe, Gabriele, Aldo , Marcello, Abba, Nicola e gli altri che non ricordo e gli altri di cui non sappiamo niente. Polizia e fascisti ancora a braccetto come li vidi più di 10 anni fa e i morti siamo noi.</p>
<p>Genova non si dimentica, non è stata le prima volta e non sarà neanche l’ultima.</p>
<p>Enk aka PZ de I PORCI</p>
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		<title>Di: admin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 15:09:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per sostenere la campagna fai un versamento sul conto corrente postale n. 61804001 da intestare a Cooperativa laboratorio 2001, via dei Volsci 56 Roma - Causale “genova cassazione”]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per sostenere la campagna fai un versamento sul conto corrente postale n. 61804001 da intestare a Cooperativa laboratorio 2001, via dei Volsci 56 Roma &#8211; Causale “genova cassazione”</p>
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		<title>Di: lodovico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lodovico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 15:07:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[non avete un numero di iban per fare un bonifico. Se ne lo comunicate faccio subito un versamento]]></description>
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		<title>Di: eli</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 12:26:59 +0000</pubDate>
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		<title>Di: ignazio mercurio</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 21:16:38 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Dalila</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 13:31:55 +0000</pubDate>
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		<title>Di: luca</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 12:33:04 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Donatella</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 06:13:37 +0000</pubDate>
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